Adesso faccio la pendolare

Dura la vita del pendolare (soprattutto per essere catalogata con un nome così ridicolo): quel vivere nell’ eterna incertezza, uscire di casa la mattina e non sapere se riuscirai ad arrivare al lavoro ed uscire dal lavoro e non sapere se riuscirai ad arrivare a casa…


Minuti di trepidante attesa alla stazione (sono le nove meno dieci quando cazzo arriva sto benedetto treno???) e poi la luce… anzi no due luci in lontananza: i fari del treno (evviva non l’ hanno soppresso!) e comincia la preparazione psico-fisica: training autogeno (SI ce la posso fare, riuscirò a salire) stretching e esercizi di respirazione preparto. E in un’ attimo è li pronto ad aprirti le sue lucenti porte automatiche, e mentre si ferma ti passano davanti centinaia di guance e nasi schiacciati sui finestrini. I loro sguardi compassionevoli che ti supplicano di prendere il prossimo treno…

E invece no! si aprono le porte e cominci a pogare e a spintonare per guadagnarti i tuoi 20 cm di spazio, l’ escursione termica è quasi insopportabile passi dagli zero gradi ai trentacinque delle carrozze e per il primo minuto sei a rischio di collasso, se sopravvivi puoi contare in tempo reale i minuti di ritardo accumulati. Una voce fastidiosissima ti ricorda le fermate che si susseguono e mentre cerchi di respirare quel poco di ossigeno che rimane ti balza alla mente la via crucis con un’ imbarazzante somiglianza… Ogni volta che il treno riparte ti ricordano che “Questo treno è diretto a… Milano DATEO” (Cazzo ma ‘sto Teo che casa grande che deve avere!) e poi finalmente arrivi alla tua fermata e vieni espulsa a forza dal treno dalla gente che scende insieme a te e dopo tre rampe di scale mobili finalmente la luce…

EVVIVA! e pensare che dopo una giornata di lavoro ti aspetta lo stesso…

ho visto gente che tentava di aprire a spallate le porte del treno…
ho visto gente inscenare comizi di protesta “andiamo tutti giù in piazza a lanciare le Molotov…”
ho visto, dopo che inspiegabilmente il nostro treno non proseguiva la corsa, gente impazzita correre su e giù alla ricerca di una coincidenza…
ho visto scene di panico quando il conducente ha deciso di spegnere tutte le luci e non si aprivano le porte del treno…
Ho visto tante cose, ma non ho mai visto un controllore… Grazie tante Ferrovie Nord, grazie per il servizio! PER FORTUNA NON PAGO IL BIGLIETTO, se no oltre al danno la beffa!

Adesso faccio la pendolareultima modifica: 2003-12-29T15:57:36+01:00da l1bra
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